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L'ULIVO, PORTATORE DI PACE E DI SAPIENZA

Il Liceo G.P. Vieusseux in collaborazione con Libera, nell’ambito del Progetto Uliveto della pace, sostenuto dal Ministero del lavoro, dal MIUR e dalla Provincia di Imperia, invita gli studenti, i professori e tutti i cittadini che vorranno partecipare, venerdì 11 maggio alle ore 15, all’incontro letterario in cui il Prof. Corrado Bologna, della Scuola Normale Superiore di Pisa, e il Dott. Matteo Grassano, ex allievo del Liceo, racconteranno la meravigliosa storia dell’Ulivo, portatore di pace e di sapienza.

L’evento si terrà nella suggestiva cornice dell’Uliveto Sperimentale della pace di Imperia, salita Aicardi 64, di proprietà della Provincia, che raccoglie decine di tipi diversi di questa antichissima e preziosa pianta e sarà occasione per riflettere insieme sull’importanza dell’ulivo, albero secolare della civiltà mediterranea, ma anche sul valore simbolico della pacifica e sapiente convivenza di popoli in quella che Giovanni Boine definì la «cattedrale degli olivi».

Al progetto collaborano il Gruppo Ecologico Martiri della libertà Partigiani Val Prino, la Legacoop, L’Ufficio Minori del Ministero di Giustizia, il Cespim, la CIA, L’Associazione Pace Lavoro e Legalità e Help.

Ecco le parole di presentazione  del Prof. Bologna che, venerdì prossimo 11 maggio, siamo ansiosi di ascoltare:

 "Una goccia d'olio è una goccia di storia, di leggenda, di mito, di religione. È testimone del progresso millenario della civiltà che si sviluppò sui bordi del Mare nostrum alimentando lo sviluppo del commercio, delle conquiste economiche, dell’evoluzione umana. Già Tucidide, nel V secolo a. C., scriveva che «i popoli del Mediterraneo uscirono dalla barbarie quando impararono a coltivare l'olivo e la vite». E uno dei più grandi storici del Novecento, Fernand Braudel, ha sintetizzato con l’immagine dell’ulivo un’idea della nostra civiltà: «Il Mediterraneo si estende dal primo ulivo che si raggiunge arrivando dal Nord ai primi palmeti che si levano in prossimità del deserto».

L’ulivo parla del sacro, della pace, della sapienza: del sapere e del sapore, anzi proprio del sapore del sapere. Nella civiltà greca l’ulivo è la pianta di Minerva, dea della Sapienza. Sul frontone est del Partenone, dove è immortalato il mito della contesa vinta da Atena contro Poseidone grazie al dono dell'ulivo alla città che da lei prende nome, nel IV secolo a. C., momento di pienezza della democrazia, Fidia scolpisce una folla di donne velate che recano anfore d’olio sulla spalla, in processione fino alla cima della grande collina. Ma anche per la cultura ebraica e poi per quella cristiana l’ulivo è emblema di armonia e di pacificazione. L’inizio di una nuova vita del mondo dopo il Diluvio Universale è segnato dal ritorno all’Arca di Noè della colomba bianca che porta nel becco un ramoscello d’ulivo per annunciare quiete e pace, e un rinnovato patto di alleanza fra Dio e l’Uomo. Ulivo è anche luce e calore, intimità e patria. Quando Odisseo, che in un ulivo aveva intagliato il suo letto nuziale, dopo il lunghissimo esilio nel Mediterraneo finalmente ritorna in patria, sulle rive della baia di Itaca riconosce «l’albero dal largo fogliame» (Od., XIII 102 ss.), e capisce di essere infine arrivato a casa.

Per queste ragioni L’Ulivo portatore di pace e di sapienza è intitolato il percorso letterario, artistico e filosofico che propongono nell’Uliveto Sperimentale di Imperia, venerdì 11 maggio 2018 alle ore 15, il Prof. Corrado Bologna, della Scuola Normale Superiore di Pisa, e il Dott. Matteo Grassano, ex allievo del liceo Vieusseux di Imperia, che ha recentemente discusso una tesi di Dottorato all’Università di Nizza su Francesco Biamonti, grande scrittore ligure, nell’opera del quale l’ulivo occupa uno spazio centrale. Per Biamonti, come per Giovanni Boine, la Liguria è un’immensa «cattedrale degli olivi», simbolo di una continuità e solidità della vita che trascende l’esistenza dei singoli individui, attraversando i secoli. Imparare ad amare e a rispettare l’ulivo,  nell’Uliveto Sperimentale ove sono coltivate decine di specie diverse di questa pianta antichissima e comune a tante civiltà, in cui ogni esemplare ha una sua forma, un suo volto, una sua personalità, significa anche educarsi alla condivisione dell’esistenza con tutti i «popoli del Mediterraneo» del passato e del presente.

La cittadinanza è invitata a partecipare. 

Vi aspettiamo nell'Uliveto o, in caso di maltempo, nell'Aula Magna del Liceo Vieusseux

 

 

 


Pubblicata il 07 maggio 2018

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